Andrea Guglielmino

Andrea Guglielmino (1983) laureato in Media e Giornalismo presso l’Università di Firenze, espatria per la prima volta nel 2005 a Grenoble (Francia), grazie al programma Erasmus. L’esperienza e’ il frutto di una decisione estemporanea che rivoluziona completamente la sua vita. Già in precedenza appassionato di viaggi e risulta in un ulteriore apertura e spinta verso le diverse culture e . Ma è solo nel 2008 che decide di fare il grande salto e seguendo la sua passione per le nuove tecnologie si specializza in Nuove Media e Web 2.0 frequentando un corso di International Marketing a New York City dove, l’anno successivo, riesce ad ottenere un visto dalla compagnia presso la quale aveva lavorato come stagista per pochi mesi. Spostatosi a Chicago per un anno e mezzo, città della quale sognava fin da bambino,  nel 2011 fa ritorno a New York City dove dirige le attività di comunicazione e promozione su internet per la sua compagnia, curandone i contenuti, le attività di marketing, la presenza sui social network e le attività di PR.  Ama il sushi quanto la pizza e si diverte a sperimentare quanti più tipi di cucina diversi.

 

Perché Goodbye Mamma?

“Perché una volta vista l’Italia dall’estero e avuto la possibilità di confrontarsi con coetanei provenienti da altri paesi è quasi inevitabile sviluppare il desiderio di dire, se pur con dispiacere, Goodbye Mamma! Da quando mi sono trasferito negli USA quasi settimanalmente ricevo richieste su “come fare” a venire a lavorare negli States, anche da perfetti sconosciuti. Quando sono entrato a contatto per la prima volta con il team di GBM mi sono subito sentito vicino e, gradualmente, ho cercato di dare il mio contributo.

Goodbye Mamma perché non è sempre stato facile, anzi! Trasferirsi e ricominciare può essere difficile e faticoso. Qualche consiglio da chi ci é passato può risultare preziosissimo.

Goodbye Mamma infine per l’affetto verso il mio paese che ho deciso di dimostrare criticando tutto ciò che in Italia non funziona e, in qualche modo, cercando di permettere a più persone possibili di avere, come me, l’occasione di osservare tutto da un differente punto di visto con la speranza che ciò risulti, un giorno, in un cambiamento in meglio”